Per i poveri niente sprechi

Su Avvenire – Bologna 7 di domenica 9 febbraio è stato pubblicato un articolo di Chiara Unguendoli dal titolo “Per i poveri niente sprechi” che di seguito riportiamo.

Si tratta di un’iniziativa di grande valore: permette infatti di trasformare in solidarietà ciò che sarebbe “eccedenza”, e quindi da buttare. Si realizza così il comando evangelico “nulla deve essere buttato”». Così monsignor Antonio Allori, vicario episcopale per la Carità e presidente della Fondazione «Gesù divino operaio» definisce ed esalta il «Progetto eccedenze ortofrutticole ritirate dal mercato» gestito dalla Caritas con la Piattaforma di Villa Pallavicini, del quale si parlerà nel convegno di martedì. «E’ positivo anche – sottolinea monsignor Allori – che questo progetto coinvolga vari soggetti, oltre alla Caritas: dall’Unione europea alla Regione, dall’Asp Bologna al Banco alimentare. Grazie alla loro sinergia, le eccedenze di mercato di frutta e verdura (che non sono invenduto, ma appunto eccedenze di produzione, quindi di qualità) diventano cibo per migliaia di famiglie in necessità. Da sottolineare anche il fatto che tutto il lavoro viene svolto da volontari e, per quanto riguarda la distribuzione, con il coinvolgimento di realtà caritative del territorio». «Il valore dunque del convegno di martedì – conclude monsignor Allori – sta anzitutto nell’esprimere riconoscenza a chi ha reso possibile l’iniziativa, ma poi anche nello stimolare coloro che ci governano a tenere vivo il dovere dell’attenzione attraverso iniziative concrete rivolte a chi è nel bisogno». «La Piattaforma di Villa Pallavicini – ricorda Paolo Santini, presidente della Fondazione San Petronio e delegato dal vicario episcopale per la Carità alla distribuzione dell’ortofrutta agli indigenti – è la più grande d’Europa ed è nata nel 2009, per iniziativa della Caritas, che ha poi delegato la Fondazione «Gesù divino operaio», e dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione, grazie ad una legge della Ue che prevede che se i prodotti ritirati dal mercato vengono conferiti ad enti caritativi, i produttori hanno diritto ad un rimborso fino al 100%. Così oggi noi contattiamo i produttori attraverso il sito dell’Assessorato: se sono interessati, facciamo inviare i prodotti, che arrivano a Villa Pallavicini il martedì e il giovedì, da giugno a settembre anche il venerdì. Per ritirarli, occorre la richiesta del parroco o dell’ente caritativo, con l’impegno a distribuire quanto ritirato ai bisognosi: la distribuzione si svolge dalle 10 alle 12 ed è molto favorita dal fatto che Villa Pallavicini ha un piazzale molto ampio, accessibile anche agli autotreni, ed è vicina a tutti i nodi autostradali. Il tutto grazie all’opera di un centinaio di volontari». «Quelli in ortofrutta – conclude Santini – sono gli unici aiuti che sicuramente continueranno ad essere finanziati dalla Ue, fino al 2017 e anche oltre. Per questo contiamo di continuare nel modo migliore la nostra attività, ed esprimiamo la nostra gratitudine da una parte al cardinale Caffarra, che ci ha sempre sostenuti, dall’altra all’assessorato all’Agricoltura della Regione, che ci supporta con costanza». «Questa iniziativa ha avuto e ha un grosso successo e un grosso impatto – sottolinea Mario Marchi, direttore della Caritas diocesana – E’ quindi una cosa molto buona: va curata, anche perché comporta una grossa organizzazione: dai contatti con i produttori e con gli enti interessati, alla distribuzione di migliaia di quintali, il cui valore è enorme; e il tutto con spese di logistica marginali, grazie ai volontari della Caritas, per i quali il cibo arriva a “costo zero” alle realtà caritative e di accoglienza. Così, andiamo incontro alla richieste sempre più forti di sostegno alla povertà». «La Piattaforma è comple-mentare al Banco alimentare – afferma Giovanni De Santis, presidente del Banco Emilia Romagna – e continua l’opera sull’ortofrutta che noi abbiamo lanciato sulla base di un progetto europeo prima poco conosciuto». «Ci sono buone speranze – conclude – che a settembre giungano nuovi prodotti dall’Unione europea, secondo il progetto Fead, grazie al lavoro svolto dal Tavolo di emergenza composto da Fondazione Banco alimentare, Caritas, Croce Rossa, Società di San Vincenzo de’ Paoli, Comunità di Sant’Egidio, Banco alimentare di Roma e Federazione dei Centri di solidarietà».